23 maggio 2009

MoreGun.

Prendi me, una prenotazione, un biglietto totale di 40 euro, un'ipotesi di un concerto che secondo me era in una specie di teatro.

Prendi una giornata calda e afosa.

Mandami con un fido compagno, la mia prenotazione e 40 euro in tasca.

Scopri che di soldi non ne spendi 40, ma la metà; scopri che il posto non è un teatro, ma un locale sotterraneo minuscolo coi soffitti a volta di mattoni rossi con tanto di angolo bar; che hai 2 sedie in prima fila davanti a un pianoforte un po' sgangherato.

Metti che esci a fumare prima che il tutto inizi e lo vedi scendere dalla macchina e dici "ma questo qui oggi deve cantare? Con quella faccia lì?"

Certo, finché non sale, e inizia a pizzicare a mano le corde del pianoforte.
E io talmente vicina al palco che ci poggio i piedi sopra, e sento lui che batte il ritmo, e il pianoforte che mi manda le vibrazioni sotto la suola.

Mi faccio abbracciare da quella voce calda quando vuole lui, cattiva quando vuole lui, pungente quando vuole lui, ma mai invadente, mai stonata, mai osata.
E cerco di capire i suoi virtuosismi senza vedergli le mani, immaginando e basta.
Vedo il suo tatuaggio sul braccio perché fa talmente caldo che ha la camicia praticamente bagnata.

Conosco poco di quello che ha deciso di suonare, e nonostante tutto ne voglio ancora, e ancora.

E infine mi faccio ringraziare a viva voce, perché il minimo che potessi fare, era potermi complimentare.
E torno a casa col cuore riscaldato, e i lati della bocca all'insù.

Ve l'ho detto, che andare ai concerti mi fa bene.


27 marzo 2009

parole non mie...

"
E adesso ho voglia di contatto
di scriverti e parlarti
volgermi a te
ritornar nella tua vita
restituirti quello che mi hai dato
e nonostante il cuore infranto
da lontano..
ho voglia d'esser grato "


Morgan


26 marzo 2009

Analisi sugli effetti negativi della televisione sul cervello delle persone.

Ieri scopro di non avere la minima connessione del tempo. Lo scopro mentre leggo che Morgan aka Marco Castoldi avrebbe presentato il suo libro qui in Metropoli in data 26 Marzo, e uscendo di testa pensando prima di essere già ad Aprile, poi pensando che il 26 fosse già passato.
Insomma mi organizzo per andare a vedere questa famigerata presentazione.

Conoscendo la mia previdenza, e supponendo che Morgan avrebbe attirato le masse, penso di piombare lì abbastanza presto, ma a quanto pare non abbastanza.
Colpa un po' della sala d'attesa della dottoressa (che ha provveduto a diagnosticarmi una diagnosi di allergia al salame, me misera) in cui sembrava di essere in un paese straniero in cui tutti hanno un'età media di 70 anni e parlano solo il piemontese stretto, nè.
Colpa un po' mia, che decido di comprarmi l'originale di Grace, dando la stoccata finale al portafoglio e di fumarmi una sigaretta per accelerare l'attesa.
E così finisco circondata da donne altissime e soprattutto altamente ninfomani.

Ok, Morgan è irresistibile. Ok.
Ma...
Quando io avevo 13 anni uno come Morgan mi avrebbe fatto proprio senso. A 13 anni non dovresti andare a urlare agli sbarbatelli di turno?
Ovvio, la cosa mi manda un po' in bestia, soprattutto perché di tutte le cretinette che erano lì a urlare e, soprattutto a PIANGERE, io credo il 95% buono abbia la stessa reazione nel vedere quell'essere ermafrodita che si spaccia come cantante dei Tokio Hotel, ecco.
Le altre potevano essere mia mamma, solo che erano tutte molto più alte, molto più bionde, e soprattutto molto più insopportabili.
Insomma diciamo che avrei giustificato una come me che avesse iniziato a sparare all'impazzata sulla folla, ecco.
Soprattutto provateci voi a vedervi davanti solo GOMITI, perché è questa la mia visuale, quando la gente è ammassata.
Insomma la colpa è tutta di x-factor e sicuramente anche un po' della ventura.
Se fosse stato solo l'ex cantante dei blu vertigo oppure l'ex di asia argento oppure quello che ha rifatto de andrè, non se lo sarebbe cagato nessuno. Quindi fanculo a x factor e alla musica e la ventura che battono sul 2.

In quanto a TE, Morgan.
Ti ho visto solo sugli schermini delle macchine fotografiche.
Ti ho sentito svarionare un po' su De Andrè, Fossati, e criticare giustamente Mike Bongiorno, come non darti torto.
Mi dispiace di essermene andata via prima, ma ci tengo a quel che rimane dei miei nervi e delle mie ginocchia.
Va bè, sarà per la prossima volta, ma se scopro che hai firmato anche un solo libro ti stacco la testa dal collo.



23 marzo 2009

Streghe, tecnologia, calcoli, disguidi.

Se ci fosse ancora bisogno di ricordarlo, ecco le 4 cose per cui le streghe sono state geneticamente manomesse affinché diventassero delle benemerite imbranate:

(escludendo gli uomini, ovvio)

A) strumenti altamente tecnologici.
B) calcoli di termodinamica/turbine/espansori/motori eccetera.
C) contabilità domestica.
D) cibi dietetici.


Già, avrei bisogno di una vacanza.



16 marzo 2009

La follia imperversa.

Prendete un pentolone gigante, riempitelo di acqua, sangue di pipistrello, code di rospo e un po' di peperoncino e lasciate ribollire a fuoco alto.
Poi prendete il minipimer e frullate il tutto.
Con un cucchiaio di legno col manico lungo girate tutto vorticosamente, e immaginatevi di trovarvi nel bel mezzo di quel mulinello / vortice o come volete chiamarlo.
Ecco, tanto per capire come mi sento.
Completamente sballottata, col cervello frullato dal minipimer, un po' come la marea di vellutate verdurose che ho preparato quando un maledetto virus intestinale ha deciso di fare baldoria nelle mie budella.
In testa, oltre alla solita segatura che imperterrita si moltiplica, regnano tabelle, calcoli di MRP, che per chi non lo sapesse sta per Material Requirements Planning, pensieri di imminenti ritorni sull'isola che mi ossessioneranno finché non vedrò il mio nome accanto a un codice di volo e una data, martellamenti di esami imminenti, la costante certezza di avere il portafoglio completamente e nuovamente vuoto, la sensazione di essere una sanguisuga navigata attaccata al conto in banca della mia progenie.
Le mie nuove amicizie di facoltà mi regalano piccoli piaceri quotidiani, e mi portano sempre più alla conclusione che questo accada perché forse non mi conoscono abbastanza.
Assisto a patetici spettacoli di litigi e frecciate tra persone tramite i vari social network, e ancora non capisco se della mia bacheca si faccia un uso improprio oppure se si tratti di vero interesse verso la mia adorabile e disgustosa persona. Mi armo di popcorn virtuali e continuo ad assistere, sperando di non finire in mezzo alla tempesta, che non ho creato, ma non si sa mai.
Insomma, questo vortice di pentolone mi sta risucchiando in pieno, ecco il perché della mia poca presenza, anche se mi convinco di non mancarvi affatto.
Se comunque doveste sentire quel signore che si diverte a girare continuamente il cucchiaio nella pentola facendomi cuocere in questo brodo in una maniera così sballottata ditegli che prima o poi mi aggrappo al cucchiaio e gli mordo il naso.
Tutto questo post delirante per comunicarvi che sono viva, sto bene (non si vede?) e che mi è balenata in testa un'idea folle.
Incrociate le dita.



25 febbraio 2009

Rigenerazione.





Tornare dal viaggio stanca e felice.
Per rimettere a posto idee e sensazioni mi sono presa una settimana di tempo.

Per capire che andarsene non è così difficile, né così impossibile come pensavo.
Sapere che il genere umano è meritevole di fiducia, dopotutto.
Scoprire piacevolmente che se ti allontani anche solo un po', le cose sono bellissime lo stesso.
E che per far andare le paure forse mi basto da sola.

Non ho ancora smaltito la mia euforia, vivo di ricordi piacevoli fatti di aerei strade vicoli persone risate sigarette sole bar, piedi doloranti bicchieri flamenco alberi carichi di frutta gentilezze.
Prendo gli ovvi inconvenienti che succedono come fatti che è meglio che siano successi.

Riscopro.
Persone, caratteri. Riscopro anche me. Più bella, non lo so.
Più sorridente, più rilassata. Più viva.

Mi lascio scivolare frenesie, parole, scorrettezze, dettagli.
Mi lascio travolgere dalla routine con spirito diverso. Perché non mi pesa.

Rido se rompo un bicchiere, se la caffettiera si rovescia, se mi brucio una mano.


E oggi mi accorgo che ascolto certe canzoni solo quando ne ho bisogno. Perché mi abbracciano, e mi cullano. E quasi mi fanno piangere. Quasi.
Come ora, che è la quinta volta di fila, Jeff.


12 febbraio 2009

Leda = Bruja

Ebbene. Tra qualche ora un aeroplanino rigorosamente low cost trasferirà Leda in terra straniera.
Questo per quei pochi di voi che ancora non ne erano al corrente.

Quelli che ne sono al corrente invece avranno sospettato, date le notevoli rotture di palle della suddetta, che Leda non viaggiasse da sola, bensì con la sua compagna di mille avventure di nome Ansia.
Beh, vi informo che Ansia ha preferito liberarmi e lasciarmi viaggiare in pace.
Per il bene di tutti noi e della mia vera compagna di viaggio.

Detto questo, ci rivedremo la prossima settimana.

In mia assenza... trattate bene il mio blog, vogliatemi bene, pensatemi e...

Lasciate un messaggio dopo il Bip.

BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP


8 febbraio 2009

Mi ero ripromessa di scrivere qualcosa, quando finalmente la povera Eluana avesse raggiunto lo stato di pace che si merita.

Ma questo momento sembra non arrivare mai.
In questi giorni in cui non si parla d'altro, penso che un po' tutti abbiamo pensato a cosa vorremmo farne del nostro corpo, se malauguratamente dovesse succederci una cosa del genere.

Il discorso è delicato, è complicato.
Ma la libertà, di decidere, dov'è?
E' intrappolata in discorsi privi di senso, ammanettata da regole che non esistono, comandata da chi non c'entra, e pretende di esserci comunque.

Non so, mi sembrano parole superflue, talmente scontate che sembrano assurde.



22 gennaio 2009

Le cose che nessuno di noi vorrebbe vedere, parte seconda.

Anche se forse solo pochi di voi capiranno il mio ribrezzo.

Consiglio vivamente lezioni di pronuncia, a entrambi.

Consiglio vivamente a entrambi di continuare a cantare le loro canzonette di merda dei loro ostacoli di merda del loro cuore di merda.

Mentre auguro a entrambi una bella laringite.

A voi consiglio di ascoltare. Forse. O forse no. Anzi sì, non lasciate solo a me il peso di questa pena.






18 gennaio 2009

Absolutely nothing's changed

E così oggi il calendario dice che ho 26 anni.

Considerando che dal post dell'anno scorso non è cambiato assolutamente niente, a parte una spalla tatuata...

Penso che sia ora di iniziare a contare al contrario.

Capelli bianchi permettendo.