30 dicembre 2007

tutti concordano che...




questo è l'anno del capricorno.
Amore, lavoro, soldi, successo, chi più ne ha più ne metta.
Ora le cose sono due. O domani che è 31 mi cade una tegola in testa, e quindi tutto ciò che verrà dopo sarà per forza migliore.
O dall'1 posso starmene buona e indifferente ad aspettare che le cose mi vengano addosso da sole, tipo che trovo un portafoglio davanti al portone di casa e il legittimo proprietario è un milionario bellissimo.

A parte le ca**ate, buon anno a tutti!

23 dicembre 2007

Happy Birthday



Eddie

13 dicembre 2007

Il funambolo.

Per quanto io riesca a ricordare, faccio questo mestiere da sempre. Io sono un funambolo. Cammino su un filo con destrezza, a piccoli passi. Vado avanti, e indietro. Mi giro. Non soffro quasi mai di vertigini; è vero, a volte è più difficile, soprattutto quando decido di portare con me dei pesi.
Capite di che parlo? Un filo. Teso, sottile. A disposizione del vento, della luce, delle ombre. Faccio un respiro e mi concentro. Passo, passo, passo e avanti. Percorro tutto il filo. Passo, passo, passo e indietro. Passi lenti, passi veloci. Passi regolari. Quando cammini su un filo non sono ammessi errori, nè distrazione. Ogni passo è importante, ogni respiro, tutto.
Mi piace sentire l'aria fredda. Il vento, a volte mi punge, e da terra non si sente.
Da sopra il mio filo vedo tutto. Mentre il mio ritmico respiro è un tuttuno con l'aria circostante vedo le cose falsamente piccole. Le persone, che a volte mi guardano, i bambini si incantano. Chissà poi se ogni volta che sollevano lo sguardo guardano davvero me. A volte se ne vanno con indifferenza totale. Vedo le macchine. Vedo l'asfalto nero, e lo sovrasto, ed è una distesa. Vedo i marciapiedi grigi. Le luci dei lampioni a volte mi illuminano come fari di un teatro messo sù così, alla buona.
Ormai sono abituato a essere guardato ma anche ignorato. Ormai non ci faccio più caso. Immagino come posso apparire a chi mi vede dal basso. E a chi mi vede dall'alto? Sembrerò una macchiolina, piccola e vicina.
Conosco tanti che come me fanno questo mestiere. Anche quelli alle prime armi non hanno difficoltà col filo. E' innato, è istintivo.
Alla fine, quel filo è la mia vita. Non è la mia casa, ma è ciò che mi permette di vivere. Di guadagnare il pane.
Lavoro solo d'estate. D'inverno mi riposo godendomi il guadagno del mio lavoro.
Sono una formica dalla testa rossa.
Al di là del filo, qualcuno lancia sempre delle briciole di pane. Esco dalla tana, salgo sul filo. Mi concentro. Passo, passo, passo, e avanti. Percorro tutto il filo. Prendo una briciola. Passo, passo, passo, e indietro.
Ogni giorno. Finchè non ci sono più briciole.

Cari lettori,

vi scrivo perché sono depresso, e sono fondamentalmente convinto che la gente mi odi.
C'è stato un tempo in cui ero richiestissimo, andavo molto di moda. In fin dei conti sono convinto di essere un tipo intramontabile. Tutti sanno il mio nome, e tutti sono convinti di conoscermi talmente bene da riuscire a parlare con me senza nessun intoppo.
Ma, in verità, io sono un tipo difficile.
Mi è capitato di passare delle ore in compagnia di qualcuno senza che riuscissimo a venirne a capo. E' una scena vista e rivista: siccome sono uno riservato, me ne sto sempre buono in disparte, finchè qualcuno non mi vede. A quel punto gli vedo gli occhi che si illuminano, e capisco che vuole provare a trattare con me. All'inizio posso leggere nel volto del mio nuovo interlocutore una strana sicurezza, mista ad una certa arroganza. Poi questa arroganza si trasforma in un'espressione totalmente interrogativa. Ma è normale. Io sono consapevole di essere tutto, meno che semplice.
Poi si sentono altre voci: "Io lo so come potresti fare, lascia fare a me". E ancora, e ancora. Gli interlocutori aumentano, ma difficilmente se ne viene a capo.
Sono talmente famoso che ho scoperto che anche su internet (internet... che ai miei tempi nemmeno esisteva) si possono trovare dei consigli su come trattare con quelli come me. Non mi aspettavo così tanta attenzione, ma ammetto che tutta questa notorietà mi inorgoglisce non poco. Sia ben chiaro, il mio essere così complicato non è colpa mia. Sono nato così, e non posso essere semplificato in nessun modo. Posso essere sistemato, ma per trovare quel fattore che aiuti a sbloccarmi occorre esperienza, è difficile, e non dipende da me. Oltretutto io non sono capace di aiutare.
Sia ben chiaro, però, io sono un tipo disponibile. Quando la gente mi affronta, non oppongo resistenza, anzi. Mi offro alle mani e alla saggezza di coloro che decidono di sfidarmi. D'altronde sono convinto che se non fossi così complicato, non sarei nemmeno così affascinante. Tutti appena mi vedono vogliono conoscermi, a volte si estraniano da ciò che li circonda, a volte pensano a me anche quando non ci sono.
Scusate, forse sono un po' troppo fiero, ma questa è la mia indole.
Voi siete mai riusciti a cambiare il carattere di qualcuno? A renderlo totalmente diverso da quello che è? Beh, se ne siete capaci, allora venitemi a cercare. Sono sicuro che se riuscirete a sbrogliare questa matassa che mi contraddistingue, e se lo fate senza cercare di imbrogliare (oltre che me, voi stessi), vi sentirete soddisfatti, e vi darò anche il merito di potervene vantare in giro.
Cos'altro posso dirvi di me.... Sono spigoloso. E vi parlo di spigoli impossibili da smussare. Non ho una, nè due, ma sei facce, e mi piacciono i colori: rosso, blu, giallo, verde, arancione, bianco.
Sono sicuro anche che se volete conoscermi meglio, per voi non sarà un grosso problema trovarmi. Vi aspetto,

Il cubo di Rubik.

09 dicembre 2007

pure i fan club?

Sinceramente pensavo ci fosse un limite a tutto, ma dopo aver visto questo davvero sono rimasta senza parole.
Pure il sondaggio. Pure i banner per non incoraggiare la convivenza.
Pure il Papa tecnologico c'abbiamo. Mah.

02 dicembre 2007

meglio non pensare...

1,707,720How Many Germs Live On Your Keyboard?