27 aprile 2008

Succede solo sull'Isola.

Leda esce con la macchina nel tardo pomeriggio di una domenica in città semi deserta.

Più o meno nel punto in cui nel primo pomeriggio Leda si era imbattuta in dei cavalli con cavalieri avvinazzati, spunta una macchina parcheggiata da qualche furbo, anzi no, furba perché sono sicura che era una donna, che ostacola il passaggio di Leda e di tutte le macchine che la seguono.

Così Leda e tutti gli altri decidono di dare fondo ai clacson per cercare di far uscire il simpatico automobilista. Ma invano.
A questo punto due energumeni dalle facce non troppo rassicuranti, ma sicuramente dallo spirito accogliente e tollerante che contraddistingue gli abitanti dell'Isola, decidono di farsi giustizia da soli. Come? Spostando la macchina a braccia.
E mentre la spostano conversano pure, pensando che se in quel momento il padrone dovesse uscire, forse a loro toccherebbe pagare la macchina. Il tutto ovviamente in limba.

Fattostà che tempo 10 secondi, la macchina è raddrizzata e il traffico smaltito.
Gli energumeni sono talmente soddisfatti del loro operato che sorridono.
Leda è colta da una risata isterica. Ringrazia sorridendo e se ne va.

Succede solo sull'Isola.


24 aprile 2008

corduroy.

Ok, essendo io essere umano di sesso altamente femminile (perché la femminilità mi contraddistingue e non poco, non ve ne siete accorti?), ho un po' la mania dei vestiti.

Ma solo un po'. Il giusto.

Però, i fatti stanno così:

i) io compro quasi sempre al mercato.
ii) io mi ostino ad andare al mercato quando sono spiantata.
iii) io mi ostino a comprare quintali di magliette a 5 euro perché sono convinta che sia un affare, e questo sempre quando sono spiantata.

Inoltre ho questo morboso attaccamento alle giacche di velluto.
Di velluto corduroy, per intenderci.

Oggi, a 5 euro ho comprato la mia... fatemi pensare... ottava giacca di velluto, sesta nel sottoinsieme "corduroy". È che grigia non ce l'avevo. È che costava 5 euro. È che è bellissima. È che mi dona moltissimo, ma su di me sta bene tutto, certo.


Fermatemi. Oppure regalatemi una giacca corduroy.


Intanto, già che siamo in tema:






20 aprile 2008

differenze.

Presa da un'insolita e inguaribile vena romantica, ho passato gli ultimi giorni a meditare su quale sia, secondo me, la miglior canzone d'amore mai scritta. O meglio, su quale sia la canzone d'amore che mi piacerebbe che un uomo mi dedicasse.

Il tutto è nato dal fatto che ultimamente non si sente altro che parlare della nuova mielosissima canzone di Jovanotti.
Così ho pensato di mettermi d'impegno e di confrontarne senso e linguaggio con quella che, fino a poco tempo fa, ritenevo la miglior canzone a me "dedicabile", ovvero "La cura". Solo che mi sono resa conto di non averla analizzata mai fino in fondo.


Franco Battiato. Ti sembrano cose da dire a una donna? Ipocondrie? Attiraggio naturale di fallimenti? Ossessioni e sbalzi d'umore?
No vabbè. Dille pure che è grassa, brutta e che ha la cellulite.
Poi cerca di salvarti in corner, solo perché con le parole ci sai fare parecchio, e lo dobbiamo ammettere.

"Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Ti salverò da ogni malinconia.
Perché sei un essere speciale,
ed io avrò cura di te."


Si è impegnato. Poesia pura.

Lorenzo mi stupisce per la semplicità:

"A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
(...)
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore (...)
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa (...)"

Che dire, carino. Sì, carino.

Eppure non so.
Non me ne vogliate, ma non sarei contenta neanche così.

Quindi ripiego sulla musica internazionale.
Ripiego su qualcuno che è stato capace di descrivere l'amore (che vi ripeto, non esiste) nella sua quotidiana, e soprattutto bella banalità. Insomma, se esistesse, vorrei che fosse così:


I found a way to make you smile...





Voi che dite?



18 aprile 2008

misteri.



Ecco.
Stamattina nei pressi della mia baracca è comparso questo cartello.
Appiccicato a un albero, così.
Voi sapete mica cosa significa?

No perché questo conto alla rovescia mi appare leggermente inquietante.
Oltretutto pare scritto col sangue.
Ma soprattutto.
Non ero io la strega?

16 aprile 2008

momenti poetici.

Sono giorni insoliti di insolita vita casalinga.

Pensare che ho passato 18 anni in questa città.
Che sono 7 anni che in un modo o nell'altro non mi appartiene.
Che sono 7 anni in cui io continuo ad appartenerle.
Mi sono fermata una notte in una via senza lampioni, e mi sono incantata perché si vedevano tutte le stelle.
Mi meraviglio delle buche sui marciapiedi.
Dei giardini pieni di studenti a mezzogiorno.
Mi sento molto, troppo poetica.
E la devo finire.

Ma.... c'è sempre un MA.

In questi ultimi 2 giorni mi sento come annebbiata da una nuvola non indifferente di sfiga.
Sì, di sfiga.
Ho sempre la pessima sensazione che da un momento all'altro mi stia per succedere qualcosa di brutto.
Qualcosa di fisicamente brutto, intendo.

Tipo che una macchina decida che i miei pantaloni sono sgualciti e debbano essere stirati.
Che un vaso in un balcone pensi che non gli piace come porto i capelli e decida di sacrificarsi per cambiarmi la testa.
Che le scale di casa decidano improvvisamente che mi vogliono toccare il sedere.
Che domani mentre piove, un qualche fulmine decida di testare la mia resistenza elettrica.
Che questo inserto di gesso che è appiccicato sopra il soffitto della mia stanza si stanchi di stare lì.
Cose del genere, insomma.

In tutto ciò, ho ancora il mio famoso aereo assicurato da prendere.
E neanche un amuleto.



15 aprile 2008

le cose strane

Dovreste sentire sotto la mia finestra i gatti che...no, non miagolano. Stanno proprio urlando. Dei gemiti incredibili. Sono di un inquietante difficile da descrivervi. Fuori è buio, e si gela.
Inoltre c'è Vento.
E nonostante io sia una strega, io Vento lo odio.

Però poco fa è successa una cosa strana.

Mi sono defenestrata per fumare nella mia clandestinità. E siccome sono idiota, mi sono accorta di aver lasciato la porta socchiusa. Ho poggiato la sigaretta sul davanzale per andare a chiuderla, e quando sono tornata, la mia sigaretta accesa era caduta per strada. Così ne ho acceso un'altra.
Fumavo e nel mentre mi è toccato sentire il litigio dei miei vicini di casa, che a vederli mi sembrano tanto innamorati, e invece si insultavano, e ancora adesso continuano, con voci sempre più alte.
Mi sembra che lui stia piangendo. Che panico.

Mentre meditavo sul fatto che l'amore non esiste, ho visto la mia sigaretta, giù. Non era spenta. Vento la stava fumando.
Così mentre io fumavo la mia, Vento fumava la sua.
Ora io e Vento siamo compari di sigarette.






14 aprile 2008

Citazione

13 aprile 2008

Incantesimi. (II)

Come capire di non essere deficienti.


Questo incantesimo è di semplicissima applicazione.
Dovete solo assicurarvi di poter avere un contatto di qualsiasi tipo con la sottoscritta.

Una volta che siete sicuri di avere la possibilità di poter scambiare anche poche parole con la suddetta Leda, non dovete fare altro che starla a sentire.

Non occorrono troppe parole magiche.
Se volete potete provare la magica combinazione Leda-Alcool, ma attenzione, quest'ultimo non deve essere troppo potente altrimenti otterrete come risultato il contrappasso di dover tenere chiusa qualche porta.

Prendete Leda, guardatela in faccia. Chiedete. Sentite cosa vi dice. Parlate un po'.

Abbiate la pazienza di aspettare una decina di minuti, massimo quindici.

A quel punto vi sentirete delle persone nuove. Capirete la deficienza, e capirete di non averla.
Perché vi accorgerete che quella di Leda è talmente immane, che è impossibile che qualcuno l'abbia superata.


Attendo risultati.


12 aprile 2008

Lettori,

Come state?

Tutto bene?


riassumendo brevemente gli eventi che hanno contornato gli ultimi giorni:

- primo viaggio in aereo andato. In effetti se quell'aereo fosse precipitato sull'isola di lost, avrei saputo da che steward farmi soccorrere. Mannaggia.

- ovviamente vado a beccare il gelo. Oggi ho visto un pinguino fare l'autostop e uno mi ha dato un cinque mentre tornavo a casa.

- finalmente è finita la campagna elettorale. Ora posso ricominciare a vivere.

- dopo cinque e dico cinque e dico cinque anni ho rivisto una persona a me molto cara. Come lei stessa mi ha detto, sembrava fossero passati cinque giorni, non cinque anni. Ecco quali sono le persone importanti.

e stasera si esce. Torno domani. Giusta giusta per votare. Votare? Ah già, è vero che sono tornata per votare. Devo proprio?

Ciao.



06 aprile 2008

Fiorellini.


Oggi ho pensato che la natura con noi donne si è proprio accanita.
E poi ho pensato che siccome la natura non bastava, ci si è messa pure la linguistica.

Ora, non ci basta ogni mese (più o meno eh), dover subire un lieve e controllabile problema emorragico i cui effetti collaterali sono percepibili da ogni essere si trovi nei nostri pressi.
Non basta, perché è la parola in sè ad essere proprio pessima:

M E S T R U A Z I O N I

No no, attaccata fa più effetto: mestruazioni.

Che già solo a scriverla mi si annodano le dita.

In questa cavolo di parola hanno deciso di concentrare tutti i suoni più brutti.
STR, STR, STRonza
E anche la Z, sì, STRonZa.

Io lo vorrei sapere perché le hanno chiamate proprio "mestruazioni".
E' una parola orribile.
Sà proprio di cosa cattiva.
Sembra una condanna già solo nel dirlo: "Ho le mestruazioni".
Ti fa pensare che ti aspettano 5 giorni orribili.
In cui tu sei orribile.
In cui il mondo è orribile.
In cui stai male.
In cui tutti ti vogliono male.

Sto pensando che se anziché "mestruazioni" le avessero chiamate fiorellini
oppure arcobaleni,
o altalene,
o girotondi,
probabilmente
tu non saresti stata orribile,
il mondo non sarebbe stato così orribile,
nessuno starebbe stato male,
e tutti si sarebbero voluti bene.
Colpa del nome.


Ok, ho capito. Dal prossimo mese le chiamo "ciclo".



04 aprile 2008

Sogni.

Pochi di voi sanno che la mia attività onirica è quantomeno imbarazzante. Ma fidatevi sulla parola perché non dirò altro, a parte il sogno di stanotte, che merita di essere raccontato.
E chiunque di voi me lo sappia almeno minimamente decifrare, avrà un po' della mia riconoscenza.

Tralasciamo le miriadi di persone che popolano i miei sogni continuamente, perché nel mio cervello, quando dormo, si fa sempre festa.
Ho sognato che mi tagliavo i capelli.
Io, avete presente? I miei capelli. Che sono praticamente i capelli di Morticia Addams, ma più lunghi.
Li tagliavo. Più o meno drasticamente.
Ovviamente da sola. Ma questo è normale, visto che già ora taglio e tingo da sola i capelli.

MA, non contenta, diventavo bionda.
Questo suppongo perché in vita mia ho sempre desiderato essere bionda.
(beh, almeno in questo caso qualche idiota generalizzatore potrebbe giustificare la mia immane stupidità associandola al colore dei capelli)

Ero lì, coi miei capelli più corti, e biondi, che giravo tutta contenta, e mi guardavo allo specchio.
E ridevo quando la gente mi guardava stupita (o forse erano sguardi compassionevoli) e mi diceva che stavo bene.

L'unico problema è che più passavano i minuti, e più i capelli diventavano corti.
Inesorabilmente, senza forbici.
Si accorciavano da soli.
Suppongo che a quest'ora vi starei raccontando un incubo, se la sveglia non avesse suonato.

Allora, dottore, che significa?




Detto questo, aggiungo solo un appunto, un avviso a quell'internauta che è arrivato qui cercando su google "leda stangona".
Mio caro internauta, mi duole informarti che hai senza dubbio sbagliato posto.
Cercavi una Leda stangona, proprio qui dove non si raggiunge neanche il metro e cinquanta?
O hai sbagliato posto, oppure hai sbagliato Leda. Vedi un po' tu.


03 aprile 2008

Superstizioni.

Succede che mentre programmo il mio viaggio nelle prossime settimane, quando mi recherò a casa a svolgere il mio dovere di cittadina, scelgo, per la prima volta in vita mia, una compagnia aerea low cost.

Succede che mentre faccio il biglietto via internet, con questa simpatica compagnia, dimentico di togliere la spunta sull'assicurazione del viaggio.

Succede che inizio a maledirmi in tutte le lingue e le sfumature che conosco, perché questa assicurazione mi è costata la bellezza di €9,50, e penso "stigazzi, ancora un po' e spendevo meno a viaggiare con una compagnia normale".

Succede anche che nel mentre penso: "metti che mi stresso di stare a casa, però, con questa bellissima assicurazione magari non mi svenano nel caso eventuale decida di anticipare il rientro".

Succede che oggi mi vado a guardare il file .pdf relativo alle condizioni di questa carissima assicurazione di volo.

Succede che scopro di aver stipulato una favolosa assicurazione valida in caso di sinistro.



Succede che chiunque di voi mi incontri da qui al 18 aprile è tenuto o se preferite obbligato a regalarmi e/o prestarmi un qualunque amuleto. Mica volete avermi sul groppone no?
Non sto scherzando. Amuleti, a me. Please.


Citazione (II)


« No », disse il piccolo principe. « Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"? »
« È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"... »
« Creare dei legami? »
« Certo », disse la volpe « Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo ».




(Da "Il Piccolo Principe" - Antoine de Saint-Exupéry)


01 aprile 2008

Quando l'autostima cala

flickr cerca di aiutarmi:




(probabilmente solo pochi di voi capiranno... O meglio solo quelli che sanno come mi chiamo di cognome :) )