31 maggio 2008

O...

Già.

I giorni passano e continua a piovere, e mentre piove io mi diletto nel mio nuovo hobby che è quello di risolvere circuiti elettrici. Sì, Cazzeggio sta bene, ogni tanto si sveglia, ma credo che Coscienza l'abbia sfinito di botte. Giustamente.

Intanto.

Penso spesso a cosa farò da grande. E mentre cerco una palla di vetro e mi faccio crescere le unghie altrimenti non posso leggerci il mio futuro dentro, penso che mi dovrei dedicare di più alle arti di cui sono capace. Che arti? musica, spettacolo, musica, intrattenimento, musica, musica, musica.
Della serie... ci lavorerò un po' su. Comincio a comprare un cappello da mettere per terra mentre canterò Janis Joplin all'angolo di una strada.

E in tutto questo, pure Maggio è volato. Cavolo.



27 maggio 2008

Ma secondo voi

non è un talento sprecato?

21 maggio 2008

Il punto della situazione.

a) Da quando ho comprato una meravigliosa bicicletta per tenermi in forma e far svolazzare i capelli nelle piste ciclabili della Metropoli, non ha smesso un attimo di piovere.
Penso che il messaggio che il signor Destino mi sta mandando sia ben chiaro:
"Leda, in quanto donna al volante, sei già stata premiata col saper guidare la macchina, ti ho già donato la dote di riuscire a parcheggiare senza fare figure di merda, ma sulle due ruote proprio no. Quindi piuttosto che farti rischiare di diventare un tuttuno con l'asfalto faccio piovere. Chiaro?"

b) Da quando sono uscite le date degli esami la mia voglia di studiare si è completamente azzerata. Riporto un dialogo tra Coscienza e Cazzeggio, i due esseri che si contendono la mia area cerebrale.
Coscienza: Adesso prendi il libro di elettrotecnica e ti metti a studiare. Non abbiamo molto tempo, ma se ci mettiamo d'impegno ce la possiamo fare.
Cazzeggio: Ma che le abbiamo comprate a fare le tempere? Vediamo se mi ricordo come si compongono i colori.
Coscienza: Tempere? Smettila! C'è un sacco di roba da fare. Leda, dobbiamo riprendere anche il libro di diritto. Guarda che non ci ricordiamo niente e poi finisce come l'altra volta che scappiamo dall'esame.
Cazzeggio: Ma se prendo il magenta col turchese cosa esce? Ah, ecco: questa specie di viola.
Coscienza: Leda, ascoltami, sul serio... Cos'hai detto? Viola? E che succede se metti altro turchese?
Cazzeggio: Esce un viola più scuro.
Coscienza: Bello! Ma secondo te se il sole fosse viola, i girasoli di che colore sarebbero?
Cazzeggio: Secondo me sarebbero viola anche loro.
Coscienza: Dai disegnamo i girasoli. Però viola eh!
Cazzeggio: E viola sia.


c) Da quando Destino ha deciso di interagire con noi, io, Coscienza, Cazzeggio e il suddetto Destino ci mettiamo a dibattere sul futuro.
Destino dice che lui sta facendo un sacco di sforzi per farsi sentire, che cerca di lanciare segnali, ma noi non lo ascoltiamo, e siccome dice che lo stiamo facendo apposta, si offende.
Coscienza ribatte che è tutta un'impressione, che in verità Destino non ha niente da dire, che questi segnali che arrivano sono tutti da parte di un tale Caso che si sente solo e vuole rompere le scatole.
Destino dice che lui e Caso hanno litigato da un sacco di tempo.
Cazzeggio nel mentre sbava sull'ultimo libro di Faletti, preferisce non ascoltare né l'uno né l'altra, e dice che lui al futuro non ci vuole pensare, e che se Destino ha qualcosa da dire farebbe meglio a essere chiaro, per una volta, perché questi mezzucci non gli piacciono.
Destino e Coscienza litigano.
Cazzeggio li manda a quel paese.
Poi tutti si arrabbiano e non si parlano più.

E così nel mio cervello regna il silenzio.


18 maggio 2008

metamorfosi?

Siccome abitiamo in italia, è normale che i media ci martellino con culi e tette.
Siccome abitiamo nel mondo, non è poi tanto normale, ma ci martellano lo stesso con culi e tette.

Comunque, visto che funziona così, le "musiciste" si adeguano.

Dico: una AvriX LavignX, passata da fare la figa punkettara a sgambettare con calze a rete. Una NellX FurtadX che faceva la bella fricchettona che adesso non riesce a fare un video senza rapper, gioielloni e movimenti di bacino alquanto discutibili.
Si adeguano solo alle più note BritneX SpearX, BeyoncX, campionesse oltre che di estrema finezza e di ottimo gusto nel vestire, anche di cosce scoperte e di balletti che qualcuno chiama sexy, ma che io prefinisco dire: "e dire che siete gnocche e famose, avete così bisogno di un uomo da agitarvi in quella maniera?"

E va bene, sono bacchettona, pensatela come vi pare.

Oggi però mi voglio concentrare solo su una, perché veramente, non lo so, ma secondo me si rasenta il ridicolo.

Eccola in tutto il suo splendore, nel fiore dei suoi 39 anni, la neosposina che si merita un tatuaggio del genere. Sto parlando ovviamente di Mariah, e del suo (forse) penultimo singolo dal titolo "Touch my body", titolo che mi esento dal tradurre.

Ora mi chiedo, ma solo io la rimpiango quando era così, ma almeno uno rimaneva a bocca aperta per la sua voce anziché per il suo reggicalze?

A questo punto non mi rimane che da chiedermi chi sono le prossime papabili di metamorfosi del genere. Vedo sulla buona strada AliciX KeyX.


Nota 1: questo post non mi piace. Ma dovevo scrivere qualcosa. Per non prolungare il mio blocco dello scrittore.

Nota 2: ora che ho scritto tette e culi più volte, credo che incrementerò notevolmente gli ingressi. Deludendo le aspettative. Se siete entrati cercando tette e culi e avete resistito fino alla nota 2, sappiate che mi dispiace di avervi deluso.

Nota 3: incoerente con la nota 2, i nomi delle donzelle sono stati volutamente modificati per non incrementare troppo gli ingressi.


13 maggio 2008

è un bel problema.


A quanto afferma il corriere, quest'estate non sei alla moda se non rischi l'osso del collo.

A parte nei miei fioriti e ormai Sfioriti 17 anni, quando mettevo spesso i tacchi (tanto da averci fatto anche l'esame della patente), ho iniziato a smettere di portarli più o meno quando sono entrata in età tale da poter essere definita "donna". (risate)
Adesso è difficile che mi troviate molto sopra il cosiddetto "livello battiscopa".

Ovviamente spesso le occasioni mondane obbligano ad indossare qualcosa che ti riporti alla mente il fatto di essere nata essere umana di sesso femminile.

I tacchi sono bellissimi, ammettiamolo.

Slanciano la figura, fanno sembrare le gambe più fini, assottigliano la caviglia. Inoltre ti danno quella sculettata da zoccola che altrimenti ti ci vogliono 10 anni sulle passerelle per impararla.

Però.
Femminilità a parte.

Il mal di schiena? E il mal di piedi? E l'equilibrio traballante?
E la camminata da gallina zoppa dei primi giorni?
E la mia caviglia che ancora risente della storta?

E soprattutto.
Come diavolo si possono mettere i tacchi a spillo e camminare in giro quando il ciottolato e i sanpietrini vanno tanto di moda?
No perché io un tacco ce l'ho lasciato, bello incastrato nei sanpietrini.

Certo, forse potrei risolvere questo piccolo problema che mi assale ogni volta che vado al supermercato e mettono le cose sull'ultimo ripiano: hop! hop! (ridicoli saltelli)
"scusi, non è che mi prenderebbe quell... ehm no... quell'altr... a destra, sì, grazie."

Facciamo 2 conti:
un bel paio di scarpe tacco 14: almeno 150€.
14 cm di tacco + 146 cm di Leda = 160cm.

Credo che ciò non risolverà il mio problema di dover saltare al supermercato.

Eh? La femminilità? Eh, ma quella basta sentirsela dentro.



12 maggio 2008

la perfezione secondo me.

Amo i soffioni.







09 maggio 2008

Di oggetti (parte quarta).

E anche stavolta ho bisogno di voi.

Ma oggi voglio che facciate mente locale e mi scriviate la cosa più tamarra che abbiate mai comprato e/o utilizzato.

Dove con "tamarra" intendo:

una cosa che quando la portate in giro vi accorgete che la gente vi guarda storto, che cercavate da un bel po' di tempo e che avete trovato quando ormai avevate perso le speranze, una cosa che piace solo a voi, che è inutile oppure superflua, una cosa che l'80% delle persone definisce oscena, per la quale un altro 10% pensa che siate matti e il restante 10% siete voi e quelli come voi. Una cosa che la vostra mente non avrebbe mai potuto inventare, né partorirne l'esistenza, ma dopo che avete saputo che esisteva, non avete potuto resistere alla tentazione di emularne il proprietario. Insomma per farla breve, una cosa veramente ma veramente brutta, che a voi però inspiegabilmente piace.


Spero di aver reso l'idea.

La cosa più tamarra che ho?

Eccola:




Voi che dite?



05 maggio 2008

Molto più facile.

Vi prometto che non farò molti post come questo.
Alla fine quando ho fatto il blog, volevo che fosse una cosa di cazzeggio, una cosa per ridere.

Però oggi non mi va.
Gli eventi mi stanno sommergendo.
Avrei bisogno di una flebo di forza e di energia.
Invece è ora di pranzo e non ho voglia neanche di mangiare. Sento il peso della mia superficialità, perché mi rendo conto di essere l'ultima persona che può lamentarsi e compatirsi di qualcosa. E invece lo faccio.

Cerco di capire di cosa ho bisogno, che cosa mi serve, che cosa mi manca.
Credo di saperlo.
Questa vita virtuale che faccio mi fa gustare le presenze fisiche, le risate, le sigarette fumate in compagnia fuori dal bar, le grigliate, le serate in pochi, le serate in tanti, le attenzioni delle persone, la mia macchina, il mio letto ghiacciato, la mia casa enorme, il sole caldissimo, il vento, mia mamma che frigge le zucchine, mio padre che torna sempre tardi da lavoro, i vicini pettegoli che sono sempre in balcone, i gatti che miagolano, la biblioteca, i caffè al bar, e me li fa rimpiangere, e fa in modo che mi manchino tanto, o troppo.

Ma non è solo questo. Rimpiazzare queste cose è impossibile, per colmare il vuoto che mi lasciano non ci vuole tanto. Perché da qui, percepire anche solo un quarto di queste presenze è un'impresa, ma non troppo, almeno credo.
Eppure non riesco a guardare avanti, non riesco a guardare oltre.

A volte diamo poco peso alle parole, ai gesti.
A volte un sorriso, o un abbraccio, o una bella parola, valgono un sacco.
O almeno per me un abbraccio, una parola, un sorriso, valgono un sacco.
Per me il sole vale un sacco. Invece queste nuvole mi spengono l'aria di primavera e tutto ciò che le si collega. Ho un sacco di sogni in testa, e nessuno mi sembra realizzabile.
Ho paura? Penso di sì.
Paura di cambiare, paura di restare così.
Sono in un limbo.

E ho paura di questo silenzio.
E voi, dove siete?

Vi abbraccio, io.


"Oh please please think of me
'cause I'm, I'm by your side..."