28 settembre 2008

Your Light Eclipsed The Moon Tonight.


Può succedere che una arrivi ad avere 25 anni e non sappia cosa vuol dire, o magari non ha ancora bene in mente, il concetto di carisma.

Oggi Michael Stipe mi ha dato una bella lezione di Carisma. Mi ha fatto capire cosa vuol dire essere su un palco e riuscire a lasciare una venticinquenne, non molto navigata, è vero, ma comunque una venticinquenne, letteralmente di stucco.
Appena l'ho visto salire, con i suoi jeans dal taglio perfetto, con la sua camicia a righe, la cravatta, la giacca dall'ottimo taglio sartoriale, e il cappello, e quel suo enigmatico sorriso, sono rimasta a bocca aperta. Due minuti di stupore totale.
Due minuti per realizzare dove fossi, e chi avevo davanti.

Michael Stipe è un folletto con una voce incredibile, un One-Man-Show, che rende uno spettacolo uno Spettacolo, che salta da una parte all'altra, che balla, che ha una voce incredibile, che sente quello che fa, e quello che canta, e che ti fa venire i brividi.

Come quando senti mille e mille persone che cantano Losing My Religion come se l'avessero sempre avuta nei geni, tipo le filastrocche che sai da bambino, e lui, che mi arriva a un metro e non riesco a sfiorarlo.
Ecco cos'è stato per me questo tanto agognato concerto dei R.E.M.

E quando vedi, e senti, e ascolti, capisci il perché. Capisci perché vendano così tanto, perché da così tanti anni siano sempre lì ai primi posti, perché oggi ho visto gente di tutti i tipi, di tutte le età. Capisci perché ho passato due ore col sorriso stampato sulla faccia.
Capisci quanto possa avere valore la musica, in quanto Musica, in quanto espressione, linguaggio, e sentimento.

Vado a dormire, con ancora in testa Hollow Man, Electrolite, Man on the moon, Imitation of life. Col mio pensiero che va a lui, Michael, così vero, così reale, così vivo, e per questo così strano.
Al suo strano sorriso fascinoso, alla sua giacca dall'ottimo taglio, e ai suoi bei jeans che gli stavano un po' larghi.

Andare ai concerti mi fa bene.



E delle mie innate doti di Strega, di cui continuo a stupirmi da sola, vi parlerò nel prossimo capitolo.

Buonanotte...





Your Light Eclipsed The Moon Tonight...



20 settembre 2008

I consigli inopportuni.

Ho comprato un pacco nuovo di LinesSetaUltra.

Stamattina tiro fuori una bustina e noto che è diversa.
Avevo già letto da qualche parte che la Lines si stava divertendo a prenderci per il culo, ma non ci volevo credere.
E invece stamattina mi si è parata davanti la dura verità.
La bustina è piena di scritte.
Lo sai che...?
Lo sai che...?
Lo sai che...?

Occavolino.

Lo sai che per combattere la sindrome premestruale è meglio limitare il consumo di bevande contenenti caffeina?

Cazzo. Mi stai dicendo che è per colpa del caffè che ho bevuto stamattina se mi sono data allo shopping sfrenato, a un panino al burger king, a una marea di dolci, al fatto che sono incazzata nera e che se penso per più di 30 secondi mi viene da piangere?


Detto ciò, è in queste stabili condizioni mentali che mi preparo a raggiungere l'isola.
Ah no scusa.
Se sono stressata non è lo stress.
Ma è solo la spm svegliata dal caffè.



19 settembre 2008

Perché la coerenza non è il mio forte.

Succede che una banca ha trovato interessante quello che chiamano "curriculum", che io preferisco chiamare "fatti miei, e non del tutto corretti". Avevo comunicato i fatti miei alla suddetta banca non ricordo neanche quanto tempo fa, ma sicuramente in un periodo in cui la mia voglia di studiare si trovava molto prossima al meno infinito.

Fattosta che mi reclamano. Cioè, non esattamente.
Però mi offrono di partecipare a una preselezione.
Udite udite, sull'isola.
Mi dispero un po', perché non sono proprio la donna dell'ultimo momento.
Comunque. La prossima settimana in meno di 48 ore arrivo, respiro l'aria autunnale isolana, che non è sicuramente piovosa come questa, faccio vedere il mio bel faccino ai preselettori e fuggo.

Razionalizzando la cosa capisco che
ho penato tanto, troppo quando sono partita, ad agosto, ricordate? E adesso il pensiero di LAVORARE sull'isola, che vorrebbe dire VIVERE sull'isola, che vorrebbe dire TORNARE a casa dei miei, che vorrebbe dire LASCIARE la mia attuale vita nonché l'università nonché tutto il resto, non è che mi sia particolarmente gradevole.
Proprio adesso che avevo deciso di riprendere la vita universitaria che per il mio scazzo non ho mai coltivato più di tanto.
Proprio adesso che...

Parlano di test attitudinali. Non ne faccio da quel 2 settembre 2001. Quando facevo la prova di ingresso, per il posto in cui ancora pago le tasse.
9 giorni dopo sono cadute le torri.
12 giorni dopo ho iniziato la mia infinita carriera universitaria.

E adesso... boh.
Mi credete se non so cosa sperare?

E perdonate la mia totale mancanza di coerenza, cercherò di rimediare, promesso.



14 settembre 2008

Al cuore si comanda, allo stomaco NO.

Appunto.
Sconfessiamo questo mito che al cuore non si comanda. E dai, è una cazzata colossale.
Il cuore è l'organo più stupido che potessero inventare, e soprattutto è un gran rompiballe.
Stupido, si illude, va subito in panne, e soprattutto ha la tendenza a girarsi sempre e comunque dalla parte sbagliata e non si accorge mai delle cose vicine. E poi rompe, sempre. Ti causa un sacco di problemi e sofferenze. Ergo, come ho già suggerito a briciola, gli si piazza una bella sordina, così rompi pure quanto ti pare, tanto io non ti sento e continuo la mia vita.

La prova che invece allo stomaco non si comanda è stata data ieri sera dalla sottoscritta, che sebbene abbia
a) un'allergia immane alle gonne che lascino intravedere polpacci e ginocchia;
b) un odio profondo verso gli ombrelli, come avevo già scritto tempo fa;
c) una paura matta dei fulmini e dei tuoni e dei temporali

si piazza una gonna, un paio di stivali (lo scopo era quello di non trovarsi coi jeans bagnati sino alle ginocchia) ed esce durante il temporale con un ombrello per andare a scofanarsi di sushi.
Lo stomaco chiama, Leda risponde.
Leda potrebbe uscire anche con l'essere più viscido che vi viene in mente, se questi la invitasse al ristorante giapponese.
Uomo avvisato...



13 settembre 2008

lontane dagli occhi.

In questi giorni non vi sarà sicuramente sfuggita l'approvazione del disegno di legge che tratta delle "misure contro la prostituzione".

Ironico il fatto che a questa legge verrà associato il nome di colei che più l'ha promossa e messa a punto, ovvero la nostra cara ministra delle pari opportunità MaraCarfagna.

Premessa.
Io sono favorevole alla prostituzione.
Mi spiego meglio. C'è sempre stata, e sempre ci sarà. Non si può essere contrari. Al massimo, si può dire, «io non mi prostituisco», oppure «io non vado con una prostituta». Fine. Ma c'è. Come la pioggia. Come il vento.

Invece la nostra ministra che fa? Ci fa un decreto per cui è assolutamente vietatissimo prostituirsi per strada. Ovvero fatelo, ma nascondetevi. Perché?
«Un fenomeno vergognoso - ha aggiunto - che spesso è connesso alla riduzione in schiavitù, all’uso e all’abuso dei minori, che a volte sfocia anche in fenomeni di violenza come lo stupro, tutti fenomeni che sono strettamente collegati alla prostituzione in strada.»
Non ci vuole un genio per capire che è una puttanata. Ops, perdonatemi il termine.
E no, perché se invece si prostituiscono a casa non sono schiave, non vengono abusate le minorenni e non vengono stuprate. E no, certo. Noi non le vediamo, quindi le cose non succedono.
E Mara, agguerrita come non mai, aggiunge anche che la prostituzione è un allarme sociale, e che toglierla dalla strada non è quindi solo una questione di decoro. E per chiuderla in bellezza afferma anche di provare «orrore per chi vende il proprio corpo».

Cioè, questa donna mi parla di decoro.
Lei. Che fino a qualche anno fa, col suo corpo ci lavorava, adesso prova orrore.
Lei che sta dove sta per aver deliziato il presidente con lavoretti di fino.

E le donne tutte ad appoggiarla ogni volta che apre bocca. Ops. Passatemi anche questa.


Boh.



10 settembre 2008

Black Hole Sun, Won't you come?





Eccoci. Arrivati tranquilli e sereni al 10 settembre.

Era oggi la data prevista per l'armageddon, no?
Allora mi son detta: il post lo scrivo se il 10 settembre non sono stata risucchiata via insieme a tutti quanti dentro il buco nero del cern.

Questa cosa del cern poi è di un suggestivo incredibile.
Se togliamo le facce sbavanti di tutti i fisici che sono lì a guardare in estasi dei protoni che fanno le gare di velocità, che diciamocelo dai, tanto suggestivi non sono. I fisici, non i protoni.

Però anche questa cosa della fine del mondo ha un suo fascino.

Dico, il fascino di sapere esattamente QUANDO e COME succederà.
E che sarà così per tutti, nessuno escluso.
Nessuno soffre, nessuno si fa male, nessuno si perde niente.
Se non si è dalla parte dei catastrofici, non è male.
Nel senso, se non passi giornate intere a correre con le mani nei capelli.

Sarebbe bello, no?
Ci darebbe la possibilità di andare, toglierci qualche sassolino dalle scarpe.

E mandare tutti e tutto affanculo, una volta per tutte.

Quindi lo pretendo, sì.
Alla prossima fine del mondo, più allarme, e più casino.
Almeno mi sfogo.





01 settembre 2008

Restart.

La metropoli mi accoglie con una bella mattinata autunnale, di quelle buie, in cui bisogna accendere la luce, con una pioggerella sottile e i nuvoloni neri. Tutto per convincermi che l'estate è finita, così come la mia vacanza.
Ieri mi ha fatto un effetto strano vedere il mio colorito estivo in fase di sbiadimento acuto riflesso negli innumerevoli specchi che ho disseminato per tutta la casa, specchi che mi hanno vista solo nel mio usuale pallore giallognolo malsano che mi accompagna da un quarto di secolo.

E così ricomincio.
Con lo studio, con le sere a casa, nella difficile impresa di trovare qualcosa di bello alla tv, con la lotta con la polvere, coi vicini rumorosi a ogni ora della notte. Con il canale classico di Virgin Radio che regala sempre qualcosa di carino, ma alla fine prende anche un po' male.
Con questa strada dove la mattina non mi svegliano i cani e le campane, ma il camion della nettezza urbana, e i clacson.

Ricomincio a pensare incantesimi idioti, a qualche post cretino per strapparvi un sorriso.
Mentre penso alla miriade di pezzettini di cuore che ho fatto volare un po' qua e un po' là.
Qualcuno di voi ha un pezzettino. Lo sapete di averlo, io lo so che lo sapete.
Fidatevi, non c'è bisogno di manutenzione, è sufficiente la consapevolezza di averlo, anche se non vale granché magari tenetelo con voi.
E così ricomincio.