Prendete un pentolone gigante, riempitelo di acqua, sangue di pipistrello, code di rospo e un po' di peperoncino e lasciate ribollire a fuoco alto.
Poi prendete il minipimer e frullate il tutto.
Con un cucchiaio di legno col manico lungo girate tutto vorticosamente, e immaginatevi di trovarvi nel bel mezzo di quel mulinello / vortice o come volete chiamarlo.
Ecco, tanto per capire come mi sento.
Completamente sballottata, col cervello frullato dal minipimer, un po' come la marea di vellutate verdurose che ho preparato quando un maledetto virus intestinale ha deciso di fare baldoria nelle mie budella.
In testa, oltre alla solita segatura che imperterrita si moltiplica, regnano tabelle, calcoli di MRP, che per chi non lo sapesse sta per Material Requirements Planning, pensieri di imminenti ritorni sull'isola che mi ossessioneranno finché non vedrò il mio nome accanto a un codice di volo e una data, martellamenti di esami imminenti, la costante certezza di avere il portafoglio completamente e nuovamente vuoto, la sensazione di essere una sanguisuga navigata attaccata al conto in banca della mia progenie.
Le mie nuove amicizie di facoltà mi regalano piccoli piaceri quotidiani, e mi portano sempre più alla conclusione che questo accada perché forse non mi conoscono abbastanza.
Assisto a patetici spettacoli di litigi e frecciate tra persone tramite i vari social network, e ancora non capisco se della mia bacheca si faccia un uso improprio oppure se si tratti di vero interesse verso la mia adorabile e disgustosa persona. Mi armo di popcorn virtuali e continuo ad assistere, sperando di non finire in mezzo alla tempesta, che non ho creato, ma non si sa mai.
Insomma, questo vortice di pentolone mi sta risucchiando in pieno, ecco il perché della mia poca presenza, anche se mi convinco di non mancarvi affatto.
Se comunque doveste sentire quel signore che si diverte a girare continuamente il cucchiaio nella pentola facendomi cuocere in questo brodo in una maniera così sballottata ditegli che prima o poi mi aggrappo al cucchiaio e gli mordo il naso.
Tutto questo post delirante per comunicarvi che sono viva, sto bene (non si vede?) e che mi è balenata in testa un'idea folle.
Incrociate le dita.
Poi prendete il minipimer e frullate il tutto.
Con un cucchiaio di legno col manico lungo girate tutto vorticosamente, e immaginatevi di trovarvi nel bel mezzo di quel mulinello / vortice o come volete chiamarlo.
Ecco, tanto per capire come mi sento.
Completamente sballottata, col cervello frullato dal minipimer, un po' come la marea di vellutate verdurose che ho preparato quando un maledetto virus intestinale ha deciso di fare baldoria nelle mie budella.
In testa, oltre alla solita segatura che imperterrita si moltiplica, regnano tabelle, calcoli di MRP, che per chi non lo sapesse sta per Material Requirements Planning, pensieri di imminenti ritorni sull'isola che mi ossessioneranno finché non vedrò il mio nome accanto a un codice di volo e una data, martellamenti di esami imminenti, la costante certezza di avere il portafoglio completamente e nuovamente vuoto, la sensazione di essere una sanguisuga navigata attaccata al conto in banca della mia progenie.
Le mie nuove amicizie di facoltà mi regalano piccoli piaceri quotidiani, e mi portano sempre più alla conclusione che questo accada perché forse non mi conoscono abbastanza.
Assisto a patetici spettacoli di litigi e frecciate tra persone tramite i vari social network, e ancora non capisco se della mia bacheca si faccia un uso improprio oppure se si tratti di vero interesse verso la mia adorabile e disgustosa persona. Mi armo di popcorn virtuali e continuo ad assistere, sperando di non finire in mezzo alla tempesta, che non ho creato, ma non si sa mai.
Insomma, questo vortice di pentolone mi sta risucchiando in pieno, ecco il perché della mia poca presenza, anche se mi convinco di non mancarvi affatto.
Se comunque doveste sentire quel signore che si diverte a girare continuamente il cucchiaio nella pentola facendomi cuocere in questo brodo in una maniera così sballottata ditegli che prima o poi mi aggrappo al cucchiaio e gli mordo il naso.
Tutto questo post delirante per comunicarvi che sono viva, sto bene (non si vede?) e che mi è balenata in testa un'idea folle.
Incrociate le dita.




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