30 ottobre 2009

madalunedì...

Da lunedì -uditeudite- mi spostano di stanza.
Anzi, a dire il vero mi spostano di piano.
Avrò una stanzina piccola piccola, senza più il sole che mi batte tutto il pomeriggio nelle finestre, e soprattutto SENZA ATTACCAPANNI.
Peccato, stavo iniziando a prenderci gusto a raccontarvi le storie della fataturchina, ma in verità peccato un corno, son contenta di non vederla più.
In compenso la mia nuova stanzina si trova esattamente SOTTO la sua, quindi non posso lanciare maledizioni troppo forti altrimenti finisce che mi cade addosso.
La nuova stanzina è a un passo dal bagno e a un passo dalla macchinetta del caffé, e un collega che chiameremo Giugliacci per la tremenda somiglianza con quel rincoglionito del meteorologo mi ha già presentata a tutto il piano.
Anche lì, l'età avanza, ma poco male. Più privacy = meno rotture di balle = più tempo per me.
Ah, un'altra cosa. E' venerdì, e c'è il sole. Esiste, esiste!


29 ottobre 2009

This Man.

Ieri ho letto qui questa notizia strana.

A quanto pare l'uomo nell'identikit è stato sognato da migliaia di persone in tutto il mondo.
Tutto è partito da una donna che lo vedeva sempre nei suoi sogni, tanto da farne un identikit per poi portarlo dal suo psichiatra.
L'identikit è stato poi notato da altri pazienti dello psichiatra che affermavano di averlo sognato anche loro.
E così pare che questo "uomo dei sogni" vada in giro a saltellare nel cervello delle persone di mezzo mondo, apparentemente senza nessuno schema predefinito.
Questo sito raccoglie le testimonianze di chi l'ha sognato, oltre a diversi ritratti, racconti, teorie.
Ieri quando ho letto la notizia ho pensato "bah, stai a vedere che per emulazione, stanotte lo sogno pure io e poi dovrò mettere anche la mia testimonianza". Invece siccome la mia fase REM l'ho avuta in ufficio, e ho passato la notte a cercare di chiudere occhio mentre Olivia mi zampettava addosso coi suoi pupazzetti, non solo non l'ho sognato, ma ho anche due occhiaie da competizione.
Ma tornando in tema, mi colpisce moltissimo la fisionomia dell'Uomo dei sogni. Avete notato il sopracciglio ben marcato nonché unito come la migliore delle tradizioni sarde?
Mi chiedo se magari non l'avrò già sognato mille volte ma siccome per me è un volto assolutamente normale, non mi abbia fatto nessun effetto.
La mia mente ha anche pensato che, visto il successo che sta avendo la serie televisiva (fighissima, e straconsigliata) Flash Forward, non ci sia un bisogno di "collettività", di un qualcosa di tanto affascinante quanto inspiegabile che riesca a unire persone di luoghi, generi, modi di vivere, riscontri sociali diversi. Ma questa è solo una mia divagazione.
Piuttosto voi, voi che mi dite? L'avete visto?
Alla prossima!


28 ottobre 2009

Episodio 2.

Vi scrivo praticamente in fase R.E.M.
Né io né il mio portafoglio siamo in grado di sostenere un altro giorno con 2 pezzi di pizza per pranzo. Ve lo giuro ho le palpebre a metà occhio.
Oggi giornata fiacca, perché per fortuna qualche mio Salvatore o meglio Salvatrice è in possesso di una mail con gmail e quindi passo il mio tempo a chattare.
.... prima pausa sbadiglio ....
Stamattina ero pronta a giurare che in giro c'era un complotto verso di me, c'erano solo facce brutte, e per fortuna che l'apparenza inganna.
Oltretutto dubito che la mia faccia, la mattina, abbia un'espressione diversa da quelle che ho visto... penso ci guardassimo un po' tutti allo stesso modo.
.... seconda pausa sbadiglio ....
La Fata Turchina tenta interazioni con la sottoscritta che la lascia cantare con sorrisini da "evviva è iniziata la saga delle banalità".
Mauriziomattioli dice che è impegnatissimo e quindi si vede poco, anche se oggi m'ha beccata a fissare il desktop. In verità ovviamente non fissavo il desktop, è che non avevo una finestra di riserva pronta e ho dovuto chiudere la chat lasciando in bella vista il mare di Biderosa che ho fotografato quest'estate. Non m'ha beccata, comunque, mi ha preso solo per una nostalgica romantica patriottica. Già. Ops.
Bene, per oggi direi che è tutto, sono stranamente di poche parole, e sto meditando un post figo su una cosa figa che ho letto oggi.
Buonanot... ah no. Buon pomeriggio. Sì, buon pomeriggio.


27 ottobre 2009

Primo Episodio.

Premessa: scrivo il mio post alle 10 e mezza del mattino perché ho già le scatole piene ma riesco ancora a mantenere un decente livello di ironia. Quindi se dovesse succedermi qualcos'altro da qui a quando me ne andrò, passerà alla memoria, sempre se non sia inevitabile riportarvelo.
# 1.
Oggi finalmente mi è arrivato il bonifico mensile.
Devo saldare un debito, pagare le bollette, comprare sabbia e crocchette, pagare l'affitto, pagare il riscaldamento, mangiare, si suppone. Qualcosa mi dice che tra 15 giorni avrò finito i soldi.
# 2.
Fusa dal cambio d'ora, dal tepore primaverile (non eravamo in autunno?), sto andando a dormire intorno alle 22 e 30. Orario assolutamente ridicolo, mi sento vecchissima.
Insomma se avete qualcosa di urgente da dirmi, fatelo prima di quell'ora.
# 3.
Oggi sono uscita di casa un po' prima del solito, quindi non ho preso il solito autobus -in ritardo- ma quello prima, che essendo ancora in orario "lavorativo" è più affollato di quello che lo segue.
Ed ecco la scena che mi si para davanti: "scende alla prossima? Scende alla prossima? Scende alla prossima?"
Hanno terrore, paura, orrore di rimanere in quell'autobus un minuto di più.
Mi hanno detto che hanno inventato una parola che si chiama "permesso" e serve proprio in questi casi.
Non mi sfrangiare le palle quando siamo ancora al semaforo perché le questioni sono due:
- sono davanti alla porta perché non ho altro posto fisico dove mettermi. Preferisci che mi metta in braccio al signore? EH?
- se ho le cuffie è molto, molto, molto probabile che se mi parli non ti senta. Quindi non parlarmi, tonta. Pensa a trovare una via d'uscita d'emergenza per non rimanere bloccata sul 12 per l'eternità.
# 4.
E infine ultima ma non per importanza.
Ok, chiamiamola La Fata Turchina, e diamole questo soprannome per via di una giacca di questo bel turchese acceso. Giacca che peraltro si ostina a mettere nel MIO ufficio perché - dice - nel suo non c'è l'attaccapanni. Pace, io la mia giacca la metto nella sedia.
Insomma, la Fata Turchina secondo me è un po' fuori di testa, entra qui dentro senza bussare, e i primi giorni addirittura neanche salutava.
Il destino ha voluto che un giorno ci incontrassimo alla macchinetta del caffè e che lei non avesse la chiavettina coi soldi, così ha usato la mia, e il giorno dopo m'è stata alle costole finché non ha saldato questo debito che le pendeva sulla testa tipo spada di damocle, di 30 centesimi di euro.
La Fata Turchina secondo me è in pesante menopausa, è convinta che il mio tirocinio sia una perdita di tempo, si lamenta che nel mio ufficio c'è troppo caldo (ma che problema ti fa? o forse si preoccupa per la sua giacca) e se devo dirvela tutta mi sta profondamente sulle palle. Il problema è che ignoro totalmente il suo ruolo, per quanto ne so potrebbe pure essere la dirigente dei dirigenti, quindi devo mordermi la lingua.
Stamattina sono arrivata e ho capito che era in ufficio perché quella cazzo di giacca è appesa nell'attaccapanni. Dopo un po' passava nel corridoio e col suo fare simpaticissimo:
FT: ah, ma allora ci sei. Ho visto che non c'era nulla sulla scrivania, pensavo non ci fossi.
Leda: (ma dai? infatti non c'ero) Eh, sono arrivata poco fa.
FT: fin quando è che devi stare qua?
Leda: (MUAHUHAUAH) Fino a Dicembre.
FT: ah... Fino a Dicembre.
Leda: Già.
FT: ....
E poi che fa? Va nella sala del fotocopiatore e rimane qualcosa come 10 minuti a canticchiare una non so che di musichetta inquietante. Il non alzarmi e chiudere la porta, o il non urlare BASTA hanno richiesto molto autocontrollo.
E' anche vero che una fata e una strega difficilmente vadano d'accordo.
Capite perché ho scritto il post così presto.

26 ottobre 2009

Bum!

Bene.
Via la polvere dal blog, cambiamo aria, e rieccoci.
Il fatto è che ho tanto tempo e tante ore libere e un computer che ha (e vi giuro ho finito le parolacce) msn e facebook bloccati.
Ciò significa che i miei modi di cazzeggiare sono ampiamente ridotti, anzi direi quasi azzerati, e non la vedrei come un male, per voi miei amati e affezionati lettori, perché tornerò a scrivere.
Dove sono?
Mi trovo a fare uno stage/tirocinio/uncazzo, chiamatelo come vi pare.
Non mi pagano, nemmeno il buono pasto. Niente, zero. Passo qui circa 7 ore della mia giornata a fissare un monitor, connettermi su fb dal cellulare (cazzodidroga), cercare di ideare qualcosa su un mestiere che non solo non mi compete, ma non ho idea neanche di come si cominci.
Detto ciò, infilarsi in questo subdolo modo imposto nella pubblicamministrazione ti fa capire tante cose. Ad esempio che non è vero che sono fannulloni, qui sono talmente impegnati a fare altro che nessuno mi caga.
Ad esempio anche che andare a lavorare fa schifo, per di più senza stipendio.
La cosa fantastica è che ci sono una serie di personaggi niente male.
Colui che dovrebbe seguirmi è il sosia di Mauriziomattioli, e chi non lo vede lo sente. Il tono di voce è di decibel più alto del normale, mi invita sempre caffè e sigarette.
Oppure una che non so ancora cosa rappresenti, quindi non mi sbilancio, che ha il malsano vizio di entrare nel MIO ufficio senza bussare. Non che abbia nulla da nascondere, ma ho perso qualche partita di spider nella fretta di chiudere la finestra senza salvare.
Comunque se continua così, da qui a quando finisco, posso partecipare ai campionati di spider, sto diventando bravissima.
Inoltre stare qui ti da una vaga idea di cosa può essere lo stress.
C'è gente messa talmente male che mi parla guardando una porta con un telefono sull'orecchio e un sacco di cartelle e fogli tra le braccia. E io, un piano di scale sopra, intuisco che parla con me, ma ripensandoci non ne sono poi tanto sicura.
E poi continuo a chiedermi se in pubblicaamministrazione assumano qualcuno che sia nato da roma in su.
Infine un appello. Non mi abbandonate. Commentate, siateci, esseteci.
Il web è enorme, ma se ti chiudono due porte ti sembra così vuoto...
Un abbraccio e a domani, con le magiche avventure della StregainTirocinio.

02 ottobre 2009

Olivia

E così a casa mia c'è una new entry.
Si chiama Olivia ed è una spilungona di 4 mesi e mezzo, con le zampe e il pancino bianco, la schiena nera, una mascherina da batman e un bel paio di occhi gialli.

E' un po' insolito per una come me, mai abituata ad avere una bestiola che ti gira per casa, chiudere una porta sapendo di essere sola e sentire rumori nell'altra stanza.

Devo dire, in tutta sincerità, che pensavo che l'adattamento sarebbe stato più facile, invece vuoi per la mia paranoia costante, vuoi per la diffidenza innata di Olivia, le cose non sono facilissime.
Io vorrei solo abbracciarla, lei non sembra gradire tanto.

Comunque sono tanto contenta, mi fa una tenerezza che non riesco neanche a descrivervi.